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Notazione delle azioni fisiche: il Sistema HN

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Come nasce la notazione del Sistema HN, e perché una partitura può prescrivere il processo fisico invece del suono.

Mi nasco, per voce e pianoforte (un interprete) — 2025Tutti prendiamo appunti. Tutti trascriviamo fatti e idee, non solo per ricordarli, ma anche per metterli a fuoco, meditarli, comprenderli. Strumento prezioso nella vita di tutti i giorni, la pagina scritta — ricoperta di parole o solcata da diagrammi, schemi, bozzetti, frecce, disegnini, note e pentagrammi — diventa, nella pratica della creazione artistica, pressoché irrinunciabile.

Per il compositore e il coreografo può essere, a seconda delle abitudini, un modo per fissare definitivamente le idee elaborate o un mezzo per comunicare con gli interpreti. Per lo scrittore e il poeta (o, sul versante della scrittura non verbale, per il pittore e il disegnatore) coincide con l’esito stesso del lavoro creativo. Ma per tutti, pur se in modi e misure diverse, costituisce un raffinato veicolo per procedere nel labirinto del procedimento inventivo, progettare variazioni, articolare dettagli, verificare il disegno globale dell’opera.

Perché il Sistema HN nasce da un’esigenza grafica

Nella mia ricerca compositiva ho constatato che, quanto più mi addentravo nel mistero impalpabile dell’esperienzialità dell’azione — quella esecutiva dell’interprete e quella fruitiva dell’ascoltatore — tanto più avevo bisogno di elaborare un corrispettivo grafico delle immagini esperienziali che andavo definendo. Una notazione basata soltanto sulla forma udibile del fatto sonoro mi avrebbe costretto a concentrarmi troppo su quest’ultima, magari proprio nella fase dell’organizzazione architettonica e temporale delle idee: la fase in cui si gioca una partita decisiva, nell’impresa di comporre il senso della propria creazione.

Con il termine immagine esperienziale intendo l’unità compatta e irriducibile di idea sonora, processo performativo e sensazioni affettive consustanziali a idea e processo.

Le partiture del Sistema HN prescrivono il processo fisico, non il suono

incCubo al Fuorisalone — foto di Marica Innocente, 2017

Le partiture composte utilizzando il Sistema HN non specificano mai direttamente quale suono produrre: indicano sempre qualeprocesso fisico attuare. Quali muscoli attivare (muscoli implicati in maniera diretta o indiretta nella produzione del suono), in che punto del corpo concentrare la coscienza propriocettiva, che pressione esercitare sullo strumento, quale resistenza opporre al flusso della propria respirazione, in quale direzione proiettare il peso del corpo, e altri parametri — talvolta fissati sulla carta, talvolta stabiliti verbalmente, laddove un eccesso di indicazioni rigide attutirebbe la consapevolezza e la flessibilità sensuale dell’interprete.

Le prescrizioni della partitura non costituiscono semplicemente un protocollo di cose da fare, quanto limiti entro i quali scaricare la propria energia, concentrare la propria delicatezza: vivendo la propria corporeità, prima di precipitarsi ad articolarla secondo una puntuale intenzionalità musicale. Le stesse modalità di autoascolto, di gestione del tempo, di controllo del flusso di azioni mentali, di modulazione della pressione emotiva possono essere elasticamente organizzate e definite attraverso il Sistema HN.

Attenzione all’azione fisica non significa esibirla

Non bisogna confondere l’attenzione metodologica per l’azione fisica — cara alla tradizione dell’azione fisica di Jerzy Grotowski — con l’ossessione di esporre a oltranza la fisicità dell’azione. Il carattere corporale dell’atto esecutivo può balzare in primo piano oppure può precipitare, a profondità diverse e mobili, nelle segrete del suono, pigiando e tirando da lì le leve della sua animazione.

Dario Buccino

Per approfondire

© Dario Buccino

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