Composer & Performer

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Da qui non sale parola. Adesso abissale. Zittito, a dirsi reale. Ma vero, anche se sfugge all’occhio dei giorni (mi dico, col cranio tra i pugni del corpo). Ma vero, mi dico — e piango con me. L’opera Ma vero dura circa un’ora e un quarto. Lo svolgimento dei fatti sonori vuole produrre esteticamente l’esperienza temporale su cui poggiano, nella vita, le grosse trasformazioni esistenziali. Riconnettersi al lungo tempo. Coglierne, come dall’alto, il disegno globale, per conservare un margine accessibile di serenità e di senso, arginando la tentazione di sottrarsi al succedere delle cose. E intanto, qui e ora, viverlo a fondo, sia nei periodi di calma (in cui il presente sembra prendersi tutto lo spazio), sia nei periodi di spinta incalzante verso i punti di crisi (attraverso cui si trapassa da una vecchia forma interiore a una nuova). Le dinamiche di pressione e de-pressione emozionale che ho tentato di imprimere alla musica hanno l’obiettivo di dotare la temporalità di Ma vero tanto di coesione sintetica (per permettere all’ascoltatore di recepire intuitivamente il pur enigmatico senso totale dell’opera) quanto di vitalità (per condurre l’ascoltatore a vivere intensamente, istante per istante, l’accadere sonoro). Per aiutarmi ho modellato Ma vero sul principio del jo-ha-kyu. Si tratta di un concetto appartenente alla cultura giapponese, secondo il quale ogni fatto che si manifesta in natura è governato da una struttura ritmica che ripete ciclicamente tre fasi: prima fase, jo (il fatto comincia ad accadere); seconda fase, ha (il fatto manifesta la propria complessità interna); terza fase, kyu (il fatto sfoga la pressione accumulata e torna al riposo). Ma vero (1997-2006) è un concerto-performance per quattro interpreti. Gli esecutori originari sono: Dario Buccino, Marco Crescimanno, Enrico Gabrielli, Renato Gatto. L’esecuzione deve aver luogo in una stanza vuota di 40-120 mq. Il volume dei suoni raggiunge, in alcuni momenti della composizione, livelli molto alti. Alcune parti di Ma vero possono indurre uno stato di distensione da cui può risultare piacevole e naturale scivolare nell’assopimento. Il più delle volte si tratta di una vera e propria trance ipnotica. La partitura di Ma vero utilizza il Sistema HN, il sistema musicale basato sulla parametrizzazione dell’atto corporeo dell’interprete. HN sta per Hic et Nunc — qui e ora. Ogni azione fisica impiegata in Ma vero è stata elaborata e filtrata attraverso il diretto lavoro con gli interpreti. Ma vero è dedicato a Stefania Beretta e a Paulo Barone. Copyright © 2005 Dario Buccino

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