Composer & Performer

A proposito di Mi dico n 2+3

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DARIO LAMIERA Foto Alice Pedroletti 2002Lettera a Paolo Emilio Carapezza

Milano, 1 aprile 2008

Caro Paolo Emilio, come ti dicevo nell’e-mail, il titolo esatto della composizione è Mi dico n 2+3. Qui di seguito puoi leggere una scheda sintetica di presentazione del brano: Mi dico n 2+3 | Per lamiere a due/otto mani e percussioni (2007). Si tratta come vedi del montaggio di due composizioni pre-esistenti: Mi dico n 2 e Mi dico n 3. Anzi, per l’esattezza, si tratta del montaggio delle registrazioni effettuate dal vivo di queste due composizioni. Ho utilizzato due segmenti dell’una e un segmento dell’altra, sovrapponendo per due tratti le composizioni. Non c’è nessuna elaborazione elettronica del suono e il montaggio è molto semplice: Mi dico n 2+3 può essere eseguito dal vivo così come lo si sente nella registrazione. La serie dei Mi dico (ne ho scritti un gran numero, ma ne ho salvati solo cinque dal rogo della mia severissima autocritica) fa parte del Ciclo Ma vero. Il ciclo ruota intorno alla composizione Ma vero (1997-2006), una composizione che a tutt’oggi considero centrale in questa fase della mia ricerca. È un lavoro che mi ha richiesto un tempo di elaborazione molto lungo, come vedi: nove anni per l’esattezza, dalla prima intuizione alla forma definitiva. È la composizione in cui per la prima volta ho utilizzato le lamiere come perfetto strumento per la realizzazione dei principi del Sistema HN. I Mi dico sono nati come pezzi-costola, per isolare e sviluppare aspetti di Ma vero che reclamavano un proprio spazio autonomo.

La definizione di pezzi-costola non implica che la loro natura sia puramente derivativa. DARIO LAMIERA Foto Roberto Masotti (2)Risparmio dal rogo proprio le composizioni che, pur nate da un’intuizione costale, riescono a guadagnarsi una forza propria, che a mio avviso non necessiti più dell’accostamento concettuale (sempre possibile, ovviamente, a piacimento dell’ascoltatore e del conoscitore) con l’organismo originatore. Tutta la serie dei Mi dico poggia sui principi e sui metodi del Sistema HN. Le registrazioni che ho utilizzato per la realizzazione di Mi dico n 2+3 provengono da un concerto tenuto il 17 aprile 2002 presso I Candelai a Palermo.

Il concerto prevedeva i seguenti lavori, in questa successione:

  • Mi dico n 1, per lamiera d’acciaio solista (1999);
  • Mi dico n 2, per lamiere a due/otto mani e sonagli (2002);
  • Mi dico n 3, per lamiera solista, due tam-tam, due timpani, tom e grancassa (2002).

 

La lamiera solista, suonata da me nel primo e nell’ultimo brano del concerto, non è udibile nel montaggio di Mi dico n 2+3. Mi dico n 2 nasce da tre laboratori didattici, ciascuno svolto in uno dei tre licei palermitani nominati. Mi dico n 3 nasce invece da un laboratorio che ho svolto nell’arco di due incontri presso il Conservatorio A. Scontrino di Trapani, nella classe di percussioni del M° Fulvia Ricevuto.

Non esiste una partitura completa di Mi dico n 2 e di Mi dico n 3, ma solo gli appunti accumulati da me e dagli stessi studenti durante l’allestimento delle composizioni. L’esecuzione comunque, come è evidente dopo i miei racconti, non è aleatoria e persegue una forma esatta. Una forma esatta, pur poggiata strutturalmente sul margine di libertà performativa programmata per ogni singolo gesto strumentale e vincolata da precisi parametri corporei, esperienziali e musicali, come è caratteristico del Sistema HN. Non esiste quindi neanche una partitura completa di Mi dico n 2+3.

Copyright 2008 Dario Buccino

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